Famiglie con Disabilità abbandonate a loro stesse

24.10.2022

Da Palermo a Bolzano le famiglie con figli Disabili denunciano l'abbandono dai Servizi Sociali,dai Comuni d'appartenenza,dalle Asp di riferimento, in pratica dimenticate dalle Istituzioni 

Da sempre ricevo denunce da ogni parte d'Italia,ma dopo la tragedia di Catanzaro i messaggi e telefonate di genitori disperati sono praticamente quintiplicate. 

Eppure in Italia abbiamo una legge che dovrebbe gestire la disabilità in modo impeccabile, si capisce già dal nome, Progetto di Vita personalizzato, il che significa che ogni persona disabile di ogni età residente in Italia, dovrebbe avere un vestito cucito addosso su misura,questo è il senso della legge 328/2000, una legge che dopo ben 22 anni non riesce a trovare la sua piena attuazione.  

Infatti nel Progetto di vita, vengono scritti tutti i desideri e i bisogni delle persone con disabilità e in questo modo si possono creare dei supporti per aiutarle a fare ciò che desiderano.

La legge dice che il Progetto di vita è un diritto delle persone con disabilità, ma purtroppo sempre più spesso questo diritto viene negato ( Breve descrizione della legge), anche a Saverio era stato negato

Molto spesso, i genitori mi raccontano che dopo aver presentato al proprio comune istanza per attivare il progetto di vita, gli viene risposto " Ma cosa è " questo denota come chi lavora negli uffici preposti sia totalmente inadeguato a ricoprire tale ruolo, tanti rispondono che il comune non ha fondi, anche questo è inaccettabile, tanti altri dopo aver scritto un progetto a misura si vedono togliere quasi tutto da quello richiesto e ridurre al minimo le ore di assistenza che spesso si trasforma solamente in uno sperpero di denaro pubblico che va dritto nelle casse di cooperative con personale non qualificato e sfruttato. C'è un modo come difendersi da tutto ciò,attraverso la legge stessa, infatti quando la famiglia ricorre ai tribunali magicamente spuntano le risorse e le competenze, quindi alleghiamo un fac-simile di Diffida, a volte basta semplicemente questa per far tornare tutto nella normalità.   

Ovviamente tutto questo non basta, perché anche l'accesso negli ospedali è totalmente da costruire,bisogna realizzare delle corsie preferenziali e con personale altamente qualificato,  reparti di ospedali idonei,cominciando dalle stanze accoglienti e soprattutto singole dove il paziente può essere ricoverato con la presenza del Caregiver persona che conoscendo il proprio caro riesce a trasmettere serenità e di conseguenza evitare la contenzione fisica.   

Bisogna ridurre quelle che sono le liste d'attesa, specie quando si tratta di disabilità mentale dove ogni singolo giorno sembrano anni costretti ad affrontare crisi,aggressioni,violenze fisiche e verbali, bisogna creare in ogni regione centri Istituti di Ricovero e Cura altamente specializzati per il trattamento delle Disabilità Intellettive (ritardo mentale)

Bisogna realizzare progetti validi rivolti al dopo di noi,una delle preoccupazioni più rilevanti che le famiglie vivono con sofferenza.

Bisogna anche rivedere il lavoro svolto dai Giudici Tutelari che molto spesso si fermano solamente a chiedere e vagliare la rendicontazione della misera pensione dei nostri figli, come se fossimo dei ladri delinquenti, il Giudice Tutelare deve assumersi la responsabilità di vigilare su quanto i tutelati non ricevano in termini di assistenza; purtroppo ciò non è successo con Saverio, al quale un Giudice ha negato la possibilità di fare causa al comune per ottenere il Progetto di vita, come si evince dal decreto XXX/2018 emesso dal giudice tutelare in data 22 aprile 2022. 

Un decreto che ritiene esatta la rendicontazione ma nega la possibilità di ricevere quanto previsto dalla legge. Spero che qualcuno possa pagare per le ingiustizie che ragazzi come Saverio subiscono. 

Confido che chi è preposto alla tutela dei più fragili, possa adempiere ai propri compiti secondo coscienza, oltre che secondo legge.   

Personalmente mi impegnerò a segnalare al nuovo Ministro della Disabilità Alessandra Locatelli tanti dei disservizi e soprattutto le tante sfide che le famiglie sono costrette ad affrontare giornalmente che spesso le riducono allo stremo, per questo chiederò che mi venga accordato un incontro al Ministero per iniziare un lavoro che possa dare luce e speranza alle tante famiglie oggi abbandonate,sono sicuro che questo avverrà e che il Ministro possa essere il ponte di congiunzione con tutti gli altri Ministeri che interessano la disabilità. 

Antonio Riggio


Se vuoi scrivere la tua testimonianza saremo lieti di poterla mostrare al Ministro, attraverso le denunce possiamo affrontare e risolvere i disservizi  



Parlando con le famiglie, mi imbatto spesso in una problematica dai risvolti pratici alquanto rilevanti: le indennità che i ragazzi percepiscono in ragione della disabilità, vengono computate ai fini ISEE.

Bonus caregiver - Contributo economico una tantum per il sostegno di cura e assistenza dei caregiver familiari di soggetti affetti da disabilità grave e gravissima