L'arroganza di una scuola inadeguata

26.10.2022

Oggi ho ricevuto la telefonata da Pietro, Pietro è il papà di Sofia una bambina autistica, mi racconta di una vicenda scolastica che adesso cercherò di sintetizzare, e sulla vicenda mi chiede un consiglio su come comportarsi di fronte al comportamento arrogante della scuola.

Sofia ha una grave forma di autismo, Sofia non è verbale e spesso assume comportamenti oppositivi, inoltre Sofia ha difficoltà a dormire la notte, questo comporta che la mattina spesso arriva in ritardo a scuola, fin qui nulla di strano, se non fosse che la scuola ha imposto ai genitori un orario ben preciso, l'entrata a scuola deve essere tassativamente alle ore 8:30 e passato questo orario non la fanno entrare, la mamma di Sofia ha cercato di spiegare la motivazione del ritardo "Questa notte la bambina non ha dormito, si è addormentata alle 6 del mattino e ho avuto difficoltà a svegliarla" di fronte a questa spiegazione la scuola non ha voluto sapere nulla, ed ha risposto "tutti i bambini entrano alle 8:00 e possiamo tollerare 30 minuti di ritardo, quindi si organizzi meglio" di fronte a questa risposta Sofia insieme alla mamma è dovuta tornare a casa.  

Quando Pietro torna a casa dal lavoro trova la moglie in lacrime, Pietro chiede spiegazioni del perché stesse piangendo e lei gli racconta l'accaduto, aggiungendo che quelle lacrime sono lacrime di rabbia, nessuno capisce i sacrifici che facciamo, a nessuno importa delle difficoltà che affrontiamo giornalmente, nessuno prova un minimo di comprensione anzi ci trattano come se fossimo genitori sbagliati, essermi sentita dire si organizzi meglio mi ha fatto stare troppo male, ma io so di non essere sbagliata, seguo Antonio in tutte le sue dirette e grazie a lui so di non essere sbagliata, lui denuncia giornalmente diversi casi di cui tanti che riguardano la scuola.

Pietro mi chiama e mi racconta l'accaduto, per me nulla di nuovo l'ho vissuto in passato e continuo a viverlo attraverso i racconti di tanti genitori, Pietro mi chiede come comportarsi di fronte a questo problema, ma io subito lo interrompo e gli faccio alcune domande:    

Domanda  "la maestra di sostegno ha una formazione?"

Risposta " Penso di no, ha chiesto a mia moglie del perché la bambina si morde le mani, del perché si butta a terra, del perché non fa delle richieste, questo mi fa pensare che non sappia nulla di autismo.

Domanda "Sofia ha l'assistente alla comunicazione?"

Risposta "ancora no, siamo a fine ottobre e non è ancora arrivata"

Domanda "Cosa fa la bambina a scuola?"

Risposta "passa le ore passeggiando nel corridoio, la maestra dice che non riesce a tenerla in classe". 

Dopo questo scambio di domande e risposte, ho tranquillizzato la mamma di Sofia, dicendo di non sentirsi in colpa, in quanto ad essere sbagliata è la scuola, gli ho consigliato di andare a scuola e mettere nero su bianco tutte le lacune che la scuola presenta, aggiungendo che la bambina meno tempo passa a scuola meglio è, in quanto le passeggiate le fa con la famiglia al parco, quindi di mettere anche nero su bianco che Sofia soffrendo d'insonnia molto spesso non potrà rispettare l'orario di entrata in una scuola inadeguata.

Ovviamente aspetteremo le risposte, pronti ad intervenire per far valere i diritti di Sofia

Voi cosa avreste consigliato di fare?

Antonio Riggio


Parlando con le famiglie, mi imbatto spesso in una problematica dai risvolti pratici alquanto rilevanti: le indennità che i ragazzi percepiscono in ragione della disabilità, vengono computate ai fini ISEE.

Bonus caregiver - Contributo economico una tantum per il sostegno di cura e assistenza dei caregiver familiari di soggetti affetti da disabilità grave e gravissima