La favola dell'integrazione e dell'inclusione 

28.10.2022

La favola dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità comprende un periodo lungo quasi mezzo secolo. Prima degli anni Settanta, infatti, l'istruzione delle persone con disabilità avveniva in strutture separate, i cosiddetti "istituti speciali" o le classi differenziali. 

La prima legge che previde l'inserimento degli studenti "disabili" nelle classi "normali", fu la legge 118 del 1971.  

La legge che ne seguì, la famosa legge 517/1977, stabilì il primo passo verso l'integrazione delle persone disabili nei contesti scolastici, accompagnati da una figura nuova, quella del docente specializzato nel sostegno. 

 La legge 104 del 1992 costituì un altro tassello del percorso verso l'inclusione: gli articoli dal 12 al 17 della stessa stabilivano infatti la piena integrazione degli studenti "disabili" non soltanto nella scuola dell'obbligo, ma "nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie". 

 A livello internazionale, poi, gli anni Duemila videro l'affermarsi di una nuova visione della disabilità, non più (o non solo) ancorata alla patologia e alla classificazione della stessa, bensì attenta anche al contesto e alle potenzialità della persona con disabilità. 

L'elaborazione dell'ICF e dell'ICF-CY da parte dell'OMS e la Dichiarazione dei diritti delle persone disabili da parte dell'ONU portano definitivamente ad un approccio bio-psico-sociale che sposta il focus dalla "menomazione" al contesto, e nello specifico ai fattori che possono renderlo "disabilitante". 

 L'adozione dei criteri ICF nella normativa scolastica, per quel che riguarda la compilazione del "Profilo di Funzionamento", come stabilito dal d.lgs 66/2017, completa il quadro di un percorso in divenire: quello verso l'inclusione, verso una scuola attenta ai bisogni educativi di tutti gli studenti.

Tutto bello per essere vero!!!

Adesso leggete questa di favola, e ditemi quali piccole differenze notate. 

Ricevo oggi dalla mamma di Luna una bambina autistica grave.

Sono Jessica Calò  la mamma di Luna una bambina autistica grave, con compromissione verbale, mia figlia frequenta la classe 2° elementare del plesso Ignazio Florio di Palermo, ieri giorno 27 ottobre ricevo la telefonata dalla scuola per andare a prendere mia figlia in anticipo in quanto non riescono a gestirla, non è la prima volta che mi chiamano, anzi succede molto frequentemente, alle ore 12:45 arrivo a scuola e mi dirigo verso il bagno, luogo in cui spesso mi fanno trovare la bambina perché si è fatta addosso (cosa che non succede mai a casa), in bagno non c'è allora vado  nella classe di Luna, ma di Luna non c'era traccia allora chiedo dove fosse mia figlia e mi indicano un'altra classe, da premettere che mi aspettavano per le 12:00 ma purtroppo ho avuto un intoppo e di conseguenza sono arrivata in ritardo, trovo la classe e vedo mia figlia insieme all'assistente all'autonomia, soli in una stanza fredda e semivuota, c'è solamente una scrivania con una sedia e una scatola poggiata a terra con dei birilli colorati, chiedo all'assistente del perché Luna fosse sola in questa classe anziché nella sua classe con tutti i compagni, lei mi risponde che erano le disposizioni ricevute dalla scuola, questo mi fa pensare che sia successo tutti i giorni da quando mia figlia frequenta la scuola, la cosa che mi ha profondamente ferito è stato sapere che lo stesso giorno intorno alle 10:00 nella classe di mia figlia una compagnetta ha festeggiato il compleanno, infatti la mamma di questa compagnetta ha condiviso alcune foto nel gruppo whatsapp delle mamme, ho visto le foto di cui alcune di gruppo e la mia bambina non c'era, questo mi ha fatto veramente male il vedere escludere mia figlia dal resto della classe. Sento parlare di Inclusione di Integrazione, questo per mia figlia è solamente segregazione ed esclusione.  

Io voglio esporre una denuncia ma non so a chi rivolgermi, seguo la vostra pagina facebook Autismo in Movimento e vedo che spesso parla di questi fatti, ho pensato che voi potreste aiutarmi.

Antonio Riggio

Questo è uno di quei racconti che ti fanno incazzare, è uno di quei racconti che indicano il fallimento della scuola, mi chiedo che educazione di inclusione possiamo dare ad un'intera classe di bambini, come possiamo giustificare a loro che un compagno disabile deve essere tenuto lontano dalla classe? come possiamo spiegare a loro che in una festa di compleanno un compagno disabile non può partecipare? mi chiedo se con la scusa dell'inclusione stiamo creando un danno enorme nel far credere che i disabili bisogna escluderli evitarli ignorarli . 

Ci piacerebbe sapere cosa pensano i genitori dei compagni di Luna di questa vicenda.

Come giusta regola attendiamo il diritto di replica della scuola, qualora lo voglia fare, scrivendo a:  autismoinmovimento@gmail.com

Alla mamma vogliamo dire che non è sola, può contare su una grande famiglia che ha componenti in tutta Italia e nel Mondo.



Parlando con le famiglie, mi imbatto spesso in una problematica dai risvolti pratici alquanto rilevanti: le indennità che i ragazzi percepiscono in ragione della disabilità, vengono computate ai fini ISEE.

Bonus caregiver - Contributo economico una tantum per il sostegno di cura e assistenza dei caregiver familiari di soggetti affetti da disabilità grave e gravissima

Angela non è una giovane mamma,basta pensare che suo figlio Graziano, autistico grave ha 44 anni, Angela oggi ha necessità di fare un ricovero con conseguente intervento per il suo scarso stato di salute,ma purtroppo deve rinunciare a curarsi perché abbandonata oppure meglio dire invisibile agli occhi dei servizi sociali del comune di Brindisi,...

Ieri sera ho fatto una diretta facebook,(link) parlando di un Argomento al quale mai si ci chiede il perché accada,cosa porta una persona a compiere l'atto più inqualificabile al mondo,togliere la vita al proprio figlio e spesso togliersi la propria vita, la diretta riprendeva la notizia di una mamma Francese che aveva accoltellato il figlio...