ISEE Pensione di invalidità fa reddito?

24.11.2022

Parlando con le famiglie, mi imbatto spesso in una problematica dai risvolti pratici alquanto rilevanti: le indennità che i ragazzi percepiscono in ragione della disabilità, vengono computate ai fini ISEE.

Badate che non è tematica di poco conto; difatti, l'ISEE è il requisito essenziale per quasi la totalità dei benefici a cui i ragazzi o le famiglie possano eventualmente accedere, e capite bene che, calcolare o meno nell'ISEE le indennità ricevute, può fare la differenza.

Ebbene, ogni volta che i genitori mi raccontano che il CAF inserisce in ISEE la pensione di invalidità, o l'indennità di accompagnamento percepita dal figliolo, io riferisco loro che trattasi di un'anomalia a cui la Giurisprudenza ha già cercato di porre rimedio.

E difatti, il Supremo Tribunale Amministrativo, fin dal 2016 si è nettamente pronunciato al riguardo.

Vediamo cosa ci dicono i Giudici di Palazzo Spada.

Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima l'inclusione nel calcolo dell'ISEE di pensione di invalidità ed accompagnamento. Esaminando proprio la ratio dell'indennità di accompagnamento ed il suo rapporto con l'ISEE, i Giudici hanno escluso che tale indennità, nonché tutte le altre indennità aventi la medesima finalità, possano essere valutate come un reddito. Difatti, esse non servono a remunerare alcunché, né tantomeno all'accumulo di un patrimonio personale; servono bensì a compensare un'oggettiva ed ontologica situazione d'inabilità che provoca, in sé e per sé, disagi e diminuzione di capacità reddituale. Tutte le indennità erogate in ragione della disabilità (nonché i risarcimenti), sono accordate a chi si trova già in una condizione di svantaggio. Non determinano dunque una migliore situazione economica del disabile rispetto al non disabile, ma mirano a colmare lo svantaggio subìto da chi richiede la prestazione assistenziale e possiede i requisiti per accedervi. Pertanto, sia la pensione di invalidità, che l'indennità di accompagnamento, esulano dalla nozione di reddito ai fini del calcolo ISEE.

Vi è poi da considerare che l'ISEE è l'unico strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate. Nell'indicatore confluiscono infatti vari elementi rilevanti, considerati in modo bilanciato e secondo criteri ben precisi. Il sistema così costruito, è volto a fornire a tutte le persone con disabilità servizi usufruibili sulla base di una valutazione onnicomprensiva delle disponibilità economiche. È fondamentale che l'ISEE sia basato su criteri certi, predeterminati, ed uniformi, poiché si devono garantire l'equità e l'imparzialità dell'azione amministrativa. Nel momento in cui si fanno confluire in ISEE voci che non devono e non possono essere considerate ai fini reddituali, va da sé che risulta fortemente minata alla base proprio quella equità che si è voluta realizzare. In buona sostanza, si pone in essere una contraddizione in termini!!

Questa la puntuale disamina del Consiglio di Stato che, dopo la Sentenza del 2016, ha emesso ulteriori pronunzie, tutte egualmente orientate. È dunque costante, reiterato, e consolidato orientamento della Giustizia Amministrativa Italiana, che l'ISEE non debba ricomprendere indennità erogate ai disabili o risarcimenti.

Anche l'INPS, all'indomani dell'importante Sentenza del 2016, ha recepito le statuizioni del Consiglio di Stato adottando la Circolare n. 137 del 2016.

Ma vi è da dire che anche il Legislatore è intervenuto, adottando la Legge n. 89/2016. Ne è seguita una rimodulazione dei sistemi, e l'elaborazione di un nuovo modello di DSU.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché i CAF/Patronati non provvedono ad elaborare adeguatamente gli ISEE?

Le famiglie devono assolutamente sapere che possono e devono sollevare la questione ai propri CAF/Patronati di riferimento, esigendo che l'ISEE venga compilato in modo esatto.

Se l'errore dovesse partire da INPS, è doveroso richiamare l'Ente di Previdenza all'osservanza delle sue stesse Circolari, oltre che della normativa vigente.

E da ultimo, non guasterebbe anche un intervento da parte dei Ministeri competenti, affinché possano emettere Circolari vincolanti che impongano a tutti i CAF/Patronati (ed anche ad INPS) di agire in modo corretto. Se il Governo avesse agito, non ci sarebbe stato, ad esempio, il caos del dimezzamento o esclusione del Reddito di Cittadinanza che ha creato non pochi disagi a tantissime famiglie nel momento in cui vi è stato l'innalzamento della pensione di invalidità.

Affido questo mio articolo ad Autismo in Movimento, affinché possa giungere un messaggio chiaro ed importante alle tantissime famiglie che l'Associazione rappresenta... e chissà, magari anche agli "addetti ai lavori".

Avv. Ivana Consolo

Antonio Riggio

Purtroppo anche questa volta a pagare il conto sono state migliaia di famiglie,l'unica colpa di queste famiglie avere una persona disabile nel proprio stato di famiglia,infatti come ha già scritto l'avvocato Ivana Consolo tante famiglie si sono visto decurtare o azzerare il reddito di cittadinanza,per tante di loro unica fonte di reddito considerando l'impossibilità di lavorare, mentre altre famiglie che hanno presentato domanda per accedere al reddito di cittadinanza si sono visti negare quello che doveva essere un diritto. 

Chiunque voglia chiarimenti in merito può inviare il modulo all'Avvocato Ivana Consolo  


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